Riccardo Saltini

Nasco a Livorno nel 1962.

Dopo aver conseguito il diploma superiore ed aver frequentato l’ Accademia Trossi Uberti, approfondisco il linguaggio del fumetto.

Mi trasferisco a metà degli anni ’80 a Milano, dove inizio lavorare nel campo pubblicitario come illustratore, grafico, art director. Lavoro anche come visualizer e illustratore fantasy nel settore editoriale.

 Nel 1993  torno in Toscana scegliendo il Chianti, istallandomi a pochi chilometri da Firenze. Qui, sviluppo la ricerca pittorica nell’ambito figurativo e approfondisco le tecniche di decorazione d’interni e tromp l’oeil.

Nel 1994 partecipo alle prime mostre a Milano con la galleria Piccola Brera approfondendo la pittura tridimensionale realizzata in soggetti acrilici su supporto rigido, con cornice in plexiglass.

Nello stesso anno partecipo ad Art Expo a New York e vengo a contatto con le arti applicate e realizzo murales e interventi artistici all’interno di alcune abitazioni private.

Dal 1995 mi concentro sull’interior design, partecipando alle edizioni annuali del Salone del mobile di Milano, con installazioni ed esposizioni organizzate nel circuito fuori salone.

Nel 1996 partecipo all’iniziativa espositiva “100 artisti per Sarajevo” organizzata dalla regione Toscana e l’assessorato del comune di Firenze.

Nello stesso periodo, sul territorio toscano mi occupo di design art, con la creazione di sculture luminose e mobili esposti in milano presso lo spazio-galleria Slobs.

Nel 1998 incontro Alice Corbetta con cui fondo il laboratorio Orkart: le nostre esperienze come duo creativo si concentrano sull’intervento artistico nell’interior design: iniziamo una ricerca sull’utilizzo di materie plastiche nel settore di rivestimenti artistici nel campo scultoreo. In questo periodo realizziamo i primi prototipi di sculture luminose realizzate in materiale di riciclo.

Nel 2000 partecipo all’allestimento del parco d’arte PAC180 a Livorno, iniziativa tutt’oggi in progress che si arricchisce ogni anno durante la celebrazione delle Serate Illuminate nel parco del Centro di Salute Mentale F. Basaglia.

Nel 2003 partecipo con la realizzazione di “KitchFetish” al progetto espositivo “plastica d’artista”, un progetto itinerante sull’arte nel mondo della plastica organizzato dal Assocomoplast, legato all’uso dei materiali industriali e di riciclo, derivati dal mondo dei polimeri plastici e coordinato da Tommaso Trini. 

Nel 2004 il laboratorio Orkarts si specializza nell’utilizzo delle resine nell’opera artistica; nasce così Artdesign, nella rivisitazione creativa dell’interior, usiamo resine e micro cementi con cui il laboratorio realizza rivestimenti e complementi d’arredo d’autore. Nella ricerca in progress di Orkarts, la visione scenografica nell’interior design è anello di congiunzione tra house-fiction e designart.

 Nel 2005, per l’edizione delle Serate Illuminate presso il Pac180 di Livorno nasce il primo prototipo di figura elettroluminescente, Elektro, realizzata in resina cristallina e leds seriali.

 Fino al 2008 il laboratorio vede la propria collaborazione con architetti e showroom dove le realizzazioni si articolano nella produzione di complementi d’autore, approdando nel settore luxury yacht con la realizzazione di progetti d’interni per aziende come Mondomarine, Cantieri di Pisa, MSG, Pisa.

Nel 2009 partecipo alla collettiva L’uomo al centro, organizzata da Adrenalina e l’Assessorato delle politiche scolastiche del Comune di Roma, nella tematica del rapporto tra uomo e tecnologia nel panorama contemporaneo.

 Nel 2010 per l’edizione annuale delle “Serate illuminate “ nel Pac 180 presso il centro Basaglia a Livorno, presento l’installazione scultorea “Hyperong”,  androide plastico autoalimentato da un pannello solare.

Dal 2011 continuo ad occuparmi di interventi creativi nell’arte applicata in e outdoor con l’ausilio di materiali e tecniche innovative che rispettino sempre la condizione ambientale; da questo orientamento nasce, sul territorio dove la sede Orkart si trova, l’incontro con altri artisti stanziali con cui condividiamo l’interazione tra territorio e ricerca artistica, valore aggiunto dell’unione di menti creative nell’osservazione della circostanza ambientale e sociale. Il gruppo FLUSSArtisti rappresenta a pieno questa potenzialità progettuale.

 Il gruppo organizza i primi due eventi espositivi, in cui l’allestimento delle opere diventa vera e propria installazione essendo interattivo al contesto natura in cui è collocato.

La prima mostra collettiva si svolge presso la Casa D’arte Le Spugne, nel chianti fiorentino, dove tramite un allestimento in esterno, le opere pittoriche e scultoree riescono a convivere nel parco della residenza.

Il secondo appuntamento espositivo è indoor e si svolge nello spazio mostra del comune di Castellina in Chianti, dove diversifico l’esposizione in tre  soggetti pittorici in cui si menziona il percorso creativo degli ultimi tre anni della ricerca Orkart: riciclo di utensili per la lavorazione del vetro nella formula: “Strumento di Lavoro, strumento di tortura “; un’installazione con tre simboliche icone astratte concepite nell’assemblaggio di materiali resilienti insieme a corpi metallici; una trilogia di soggetti realizzati su lastra in fibra di vetro cementizia a tema, “ Space on art, la Campagna aliena” come metafora del territorio e le sue immancabili discordanze tra il pubblico ed il messaggio artistico contemporaneo.

 La partecipazione con un’opera al parco “Arte nel chianti” vede l’occasione d’incontro con critici e storici dell’arte legati al museo Pecci di Prato, Alessandra Frosini e Attilio Maltini che curano una recensione sul lavoro del “Parco d’arte e il suo significato nel territorio del Chianti Fiorentino”.

A seguire, partecipo all’ultima edizione delle Serate illuminate presso il Pac180 di Livorno con l’istallazione ExtraMondo, che vede la partecipazione di Chicco Aiello con il video “L’invasione” in relazione alla realizzazione di un opera megatoy, figura aliena grottesca di grandi dimensioni posizionata su un astronave-piedistallo.

 In Novembre dello stesso anno partecipo all’edizione di “Paratissima”, a Torino dove viene realizzata un istallazione nello stand Orkart dedicata al mondo del toys e al suo significato semiotico nel mondo della scultura feticcio, argomento attraverso il quale si dipana la critica del contemporaneo nella visione della Orkarts. 5 bacheche illuminate illustrano l’utima interpretazione della scultura enfatica nell’utilizzo di materiali resilienti e di riciclo.

 Fino a febbraio 2014 sono insieme ad Alice Corbetta presso lo spazio Lumen in via San Niccolò a Firenze con la mostra WallMemories, storie di superficie, allestimento itinerante sull’applicazione di superfici materiche tridimensionali nell’interior design, con cui il laboratorio Orkart presenta l’utima ricerca in ambito materico mnemonico come texture resiliente tramata nella dimensione di opera artistica. Nello stesso periodo sono presente presso Intrecciarte a Pietrasanta, con una collettiva degli artisti della galleria.

 

 

 

 

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